giovedì 26 settembre 2019


Capitolo LI



LA VIABILITA’ SETTECENTESCA
e IL TERRITORIO
  

  

Una delle questioni più interessanti riguarda quella viabilità di cui abbiamo parlato nel capitolo dedicato alle strade del medioevo, in questa mappa si è ipotizzata una traccia di quelle che potevano essere le strade che dal centro, e per il centro di Peveranza, passavano per raggiungere i borghi limitrofi.Se osserviamo attentamente le carte e ci concentriamo solo ed esclusivamente sulle strade, possiamo osservare: 
Le tre direttrici principali 
Cairate Versus Como
Bolladello Versus Gallarate/Milano 
Vico Seprio Versus Svizzera.

Portano a Bolladello tre strade: la direttrice principale la si identifica con la odierna via Milano; vi è una strada di costa, sotto il gradiente delle prime colline prealpine e che viene chiamato Ronchi e si interrompe graficamente al confine con i territori di Bolladello, questa inoltre si divide andando verso territori di Cassano Magnago, attraverso la boscaglia di Bolladello che non viene in mappa individuata tanto doveva essere fitta, interrompendosi anch’essa lungo il confine territoriale; un’altra, guada due volte il Tenore – l’odierna via Laveno - ed arriva alle spalle della chiesa di S. Giacomo, ovvero S. Ambrogio in Bolladello.

Porta a Cairate una strada che attraversa con guado il torrente Tenore in prossimità della foce del Riale, oggi in zona Circolo Cooperativa, andando verso la direttrice principale che attraversa il territorio di Cairate e si dirige verso Vico Seprio.
Porta a Castelseprio la strada che è indicata come probabile parte della Novara – Como, con obbiettivo Vico Seprio; Tale strada ha anche una diramazione che porta a Rovate, attraversa la boscaglia fitta che costituisce il gradiente a nord dell’abitato, la direttrice principale si raccorda con la strada proveniente da Cairate, congiungendosi poi con il Bivio che porta a Rovate attraverso i boschi e che prende il nome di strada del Bassone (N.d.R. rovatese).

Queste tre direttrici formano il circuito viario che interseca l’abitato di Peveranza in epoca settecentesca; possiamo aggiungere che molte di queste strade sono quelle medievali anzi longobarde e ho l’ardire di aggiungere Romane, sentieri per lo più, ma comunque strade.Gli abitati sono disposti al piede delle zone pre-collinari cioè delle zone che formano il basamento prealpino e progressivamente si trasformano in colline e rilevati a ovest e a nord (in mappa), con la dotazione di boschi e di riserve di caccia e approvvigionamento legname, per costruzioni e riscaldamento; a est il pianoro lavorato che da questi punti corre sino alla sponda della val d’Olona. 

Lo stato delle strade: è evidente che si tratti di strade bianche null’altro che carriaggi, per il passaggio di masserizie, pedoni e cavalieri soggette agli strali del tempo e di insicura frequenza, in quanto alla manutenzione, non ho dati certi e mi astengo dal commentare, ricordate il dazio che si pagava nel 1346 a Milano? 


  Molte di queste via di comunicazione, diventeranno nel tempo solo ed esclusivamente percorsi a servizio dei fondi agricoli e alcune, come vedremo spariranno completamente dal novero delle strade principali, sostituite da nuove strade, più confacenti alla modificata realtà sociale e economica.

Nessuna di queste subirà comunque l’onta del tramonto o della totale cancellazione anche fisica, rimarranno utilizzate sino ai giorni nostri da color che sempre hanno gestito il bosco e la campagna, lavorandola con sacrificio e dedizione; giorni questi foschi per molte di esse, che vanno si in questo caso, scomparendo per mancata manutenzione e uso, il bosco se ne riappropria.
La campagna: pascoli e terra arativa, punteggiata da alberi da frutto, Moroni per la coltivazione del baco da seta, terre vitate, pascoli e boschi, sembrerebbe una visione aurea, cioè magnifica, dalla piana di Cairate su sino al Bassone e poi sino alla collina di VicoSeprio e con a occidente la balza prealpina e a oriente la sponda sinistra dell’Olona, Strade contornate da alberi che hanno il duplice scopo di dare frutto e ombra, lungo le soleggiate giornate d’estate, idilliaco si direbbe, ma la dura verità è che la terra è bassa e la fatica enorme.

Nota di colore: L’unica strada che nelle mappe Teresiane, ha, l’onore del nome, attraversa il territorio di Bolladello e di Cairate a sud degli abitati, più o meno ove oggi transita la provinciale (SP 12 di Manigunda) chiamasi strada pubblica per Milano
Cambia l’epicentro, Milano sopra tutti.



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.