venerdì 27 settembre 2019


Capitolo LXXV

DI ALCUNE FAMIGLIE STORICHE DI PEVERANZA il 1800



Quando si insediano in paese alcune famiglie? Non sempre come abbiamo potuto vedere risulta cosa facile dare una data, fissare un momento, motivarne il perché. Cerchiamo adesso attraverso i pochi documenti d’anagrafe del 1800 di stabilire come alcune famiglie sono qui presumibilmente arrivate.

Dei Cataneo, con una n sola, ne avevamo parlato nel capitolo relativo al 1600/1700. Di certo c’è che il signor Giulio Cataneo fu Giuseppe risiedeva in Peveranza alla data del censimento del 1852 era nato a Carnago il 27 agosto 1796 ed aveva sposato Anna Maria Crosti nata a Peveranza il 3 novembre 1800, si sposarono in Peveranza, celebrante don Besozzi il giorno 14 maggio 1822; Giulio era momentaneamente abitante in Lugano e svolgeva il lavoro di contadino. Vi è altresì registrato il figlio Gaetano che nasce il 17 luglio 1834 a Lugano, segno di una dinamicità di spostamento derivata probabilmente dalla necessità di lavorare, infatti la famiglia già nel successivo censimento del 1853 non appare più nei registri. Ma nel registro del 1896/99 ritroviamo il Cattaneo Gaetano fu Giulio sposato con Saporiti Giulia fu Luigi nata a Peveranza il 17 aprile 1850. I figli furono otto e precisamente: Maria, Giulio, Pietro, Anselmo, Luigi, Bambina, Giuseppe e Lorenzo. Altre tracce nel 1809 ma pare di un ramo che qui non si è insediato: si celebra un matrimonio tra un Cattaneo, Giacomo Antonio figlio di Agostino di S. Stefano e Giuditta Galla figlia di Mattia.

I Gatti si attestano in Peveranza intorno alla fine del 1700; Giovanni originario di Castelseprio sposa Teresa di Peveranza e qui viene a risiedere per costituire il nuovo nucleo famigliare. Il cognome compare per la prima volta nei registri con la trascrizione della nascita di Brigida figlia di Giovanni Gatti  e di Teresa Saporita nel 1804 al 16 dicembre e purtroppo in quello dei morti il successivo 19 per la morte prematura della stessa. Nel 1806 il registro dei morti annota la scomparsa di Ambrogio Gatti, anni 79, vedovo di Marcella Martignona questo all’11 settembre, padre del Giovanni e residente in Peveranza nella casa del figlio? Nel 1808 al 27 febbraio, nasce Brigida Maria[1]il 24 agosto nasce 1810 nasce Bartolomeo Innocente[2].
Nel 1825 addì 8 gennaio, nell’atto di matrimonio tra Maria Brigida e Gaetano Mussi, si afferma chiaramente che il padre Gio Batta era nativo di Vico Seprio ora risiede in Peveranza, la madre Teresa nativa di Cairate. 1828, 11 dicembre, nasce Giovanni Francesco – la levatrice fu Cattarina Molina di Cairate -  figlio di Giuseppa Saporiti di Vico Seprio ora domiciliata in questa cura e Ambrogio Gatti del fu Giovanni di Peveranza nato anch’egli in Vico Seprio il 30 maggio 1800, Maritati in Vico Seprio il 16 gennaio 1825. Poi nasceranno Francesco, Teofilo, Giuseppe, Ermenegildo, Pasquale e Teresa. Vico Seprio è la terra di provenienza di questo nucleo famigliare. Da quello che si deduce è che nei primi 25 anni la famiglia di Giovanni è in continuo movimento poi con la nascita di Ambrogio questi si installa definitivamente in Peveranza e da origine ad una numerosa figliolanza.

I Botta arrivano, presumibilmente, in Peveranza intorno agli anni 50 dell’ottocento; Lorenzo fu Celeste nato a Maccio (Como) il 21 maggio del 1826 coniugato con Benisi Luigia fu Antonio nata a Gazzada il 29 maggio 1835 qui risiedono. Hanno Luigi e Celeste.

I Martegani; con Guido nato a Vico Seprio il 7 aprile 1786 sposato con Giuseppa di Calcinate, qui risiedono all’alba del 1852, con loro anche Giovanni (Battista), Carlo, Angelo Matteo, Carolina, Luigia, e le rispettive mogli di Giovanni Rigina, e di Carlo Purissima. I figli sono tutti nati in Vico Seprio, le nuore in Gornate Superiore. In precedenza nel 1809 si era celebrato il matrimonio tra Martegani Daniele figlio di Giuseppe della cura di Vico Seprio e Rosalia Maria Galli figlia di Carlo Giuseppe, non sappiamo se vi fossero legami di parentela ma la provenienza accomuna i due Martegani. Nel 1792 al 1 febbraio Carlo Stefano Martegano qm Antonio della cura di Tradate vedovo, sposa Madalena Crosti figlia di Giorgio anch’essa vedova, testimone è Santino fratello di Carlo. Non ci sono prove di parentela con i Martegani di cui sopra.

Altre famiglie si insediano in Peveranza in questo secolo ma sono periodi troppo brevi per lasciare una traccia stabile nei registri, qua e là troviamo presenza di matrimoni, di battesimi ma poi nulla più. Raccontiamo quindi delle discendenze di coloro che qui sono arrivati e sono ancora presenti nel paese segno di radici e di attaccamento a questa terra.


[1] APP, Registro battesimi, figlia di Giovanni Gatti e Teresa Saporiti legittimi consorti di questa cura, il compadre è stato Tranquillino Guidali figlio del Fu Giovanni Antonio della cura di Rovate.
[2] APP, Registro battesimi, figlio di Giovanni Gatti e Teresa Saporiti legittimi consorti di questa cura, il compadre è stato Pasquale Ferrara figlio di Giuseppe della cura di Cairate. Parroco Don Bianchi.


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