sabato 28 settembre 2019

Capitolo LXXXV

LA GRANDE GUERRA



Cade l’anniversario dei 100 anni dalla fine della guerra in Italia, oggi la notizia passa sottotono e nessuno si ricorda di quelle migliaia di giovani che perirono in questo immane conflitto! un fatto decisamente vergognoso perché senza memoria e senza il rispetto per questo gigantesco martirio non potremo mai avere il senso del Dovere oggi tanto dimenticato da generazioni che nemmeno vengono sfiorate dal pensiero di riconoscenza per queste morti intempestive.
Nessuno allora poteva presumere che sarebbe diventato quel  tragico e doloroso massacro che attraversò l’intera Nazione, la politica italiana (bugiardi per natura) parlava di grandi motivazioni nazionalistiche e di guerra veloce e breve, nascondendo ciò che già avveniva sui fronti franco-prussiani e soprattutto su quello russo-tedesco dove già 400.000 erano i caduti di entrambi gli eserciti. 
Ogni regione, ogni città, ogni paese, ogni frazione ebbe i suoi morti da piangere. 
Il presagio che dovesse trattarsi di una Guerra Nuova lunga e sterminatrice fu nascosto dai Governanti Italiani e gli Alti gradi del nostro Esercito non vollero vedere oltre il loro naso che era notoriamente sempre al caldo nelle retrovie e lontano dalle trincee.
La peggiore classe militare di tutti tempi andò alla guerra senza nessuna preoccupazione per le truppe e per i giovani che venivano ogni giorno sacrificati sui fronti carsici e trentini. Una carneficina che spopolava interi paesi e rendeva per la prima volta Nazionale un sentimento dolente: il Lutto.
Meraviglia ancora oggi che ci siano vie dedicata a quel gran incompetente piemontese che fu il Generale Cadorna, vero imbelle che trasformò uomini e donne in carne da cannone con una semplice  e disarmante filosofia utilitaristica: bastava avere più soldati degli altri per vincere la guerra. Peccato che le nuove armi mietevano più vittime di quanti figli potesse dare l’Italia.
Veniamo al perché di questa drammatica dissertazione: Don Samuele Orio parroco di Peveranza di quegli anni non ci lascia nessun accenno delle vicende e di come si visse in Peveranza questa temuta e funesta guerra, resta però nella Cappella dedicata a Maria, un quadro che contiene la supplica, la preghiera delle famiglie dei militi partiti per il fronte.
Nel 1916 ormai acclarata la vera entità della tragedia, questi si resero conto di quale fosse il dramma che si andava a vivere in quegli anni e tramutarono in preghiera e supplica la loro paura. “O Maria Salvate i nostri soldati” la preghiera è struggente, e sul retro del quadro la motivazione: 25 marzo 1916, Colla loro offerta hanno contribuito a questo voto i parenti dei sottotitolati ( I soldati che vengono elencati per nome e cognome) che si raccomandano in modo particolare alla protezione di Maria.





Seguono 55 nomi cioè almeno 55 giovani che partiranno o erano partiti per il fronte, si perché in tre casi si parla di fratelli e non si fa cenno al numero di questi, quindi 55 resta un dato incerto, inoltre non vengono citati quelli delle classi 98, 99 e 900, ho aggiunto di mio pugno alcuni nomi, che sono ricordati nel nostro Sacrario.
Macchi Severino fu Tommaso      
Macchi Giuseppe Fu Tommaso
Saporiti Antonio di Francesco                            
Saporiti Cesare di Carlo
Crosta Paolo fu Gaetano                                     
Martegani Giuseppe di Guido
Saporiti Antonio di Carlo                                              
Colombo Giovanni
Saporiti Luigi di Vincenzo                                 
Canavesi Ambrogio fu Giuseppe
Saporiti Celso di Giuseppe                                 
Farinelli Eusebio
Fratelli Gatti di Francesco                         
Mussi Agostino di Baldassarre
Botta Angelo di Luigi                                    
Botta Antonio di Luigi
Fratelli Crosta fu Pietro                                
Montalbetti Bartolomeo di Franco
Montalbetti Giuseppe di Franco                 
Macchi Natale di Rocco
Macchi Cesare di Rocco                                 
Montalbetti Alfonso fu Carlo
Montalbetti Giovanni fu Luigi                        
Montalbetti Ambrogio fu Luigi
Saporiti Giovanni di Baldassarre                      
Saporiti Enrico di Antonio
Montalbetti Angelo di Felice                            
Montalbetti Eugenio di Felice
Crosta Natale fu Gaetano                                           
Saporiti Angelo fu Giuseppe
Saporiti Luigi fu Giuseppe                                
Saporiti Guglielmo di Baldassarre
Saporiti Giuseppe di Ignazio                      
Saporiti Gerolamo di Ignazio
Macchi Angelo di Massimino                            
Macchi Francesco di Massimino
Gadda Mario di Edoardo                                           
Pozzi Giovanni fu Celeste
Saporiti Giacomo fu Damiano                         
Fornasa Giuseppe fu Domenico
Fornasa Triano fu Domenico                             
Montalbetti Ercole fu Carlo
Saporiti Giovanni di Vincenzo                       
Sgarella Giovanni
Fratelli Galli di Giacinto                                 
Fontana Giuseppe
Fratelli Saporiti fu Gerolamo                             
Mussi Carlo di Giuseppe
Macchi Luigi di Massimino                              
Crosta Carlo di Antonio
Saporiti Angelo fu Antonio                              
Crosta Antonio di Giuseppe
Botta Serafino di Luigi                                       
Montalbetti Giovanni fu Angelo
Saporiti Edoardo di Ignazio                              
Crosta Luigi
Lodrini Carlo

Esso è lì, muta testimonianza di un tragico periodo della nostra vita, si dirà servì per unire il Paese, si certo ma a quale prezzo?
Intere generazioni, figli, padri sepolti sotto due metri di terra per la vanagloria di pochi, incapaci, inetti politicanti e militari; con la complicità di molti, furono corresponsabili del vero primo sterminio di massa di giovani speranzosi che in nome di un opinabile unità nazionale furono sacrificati lungo 700 kilometri di fronte militare.

E tra questi figli ci furono i nostri concittadini che non sono tornati, voglio qui ricordarli:



Soldato Crosta Luigi di Filippo






Saporiti Giovanni Giuseppe di Baldassarre




Info grafiche estratte da  
https://www.albodorolombardia.it/








Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.