venerdì 27 settembre 2019


Capitolo LXXX

DON SAMUELE ORIO
IL PARROCO CHE TRAGHETTO’ PEVERANZA NEL NUOVO SECOLO

Santino Funebre commemorativo

 
 1898   Il 19 gennaio 1898 il Sac. Don Samuele Orio,  coadiutore a (Olate) Alzate sopra Lecco, veniva come delegato Arcivescovile, e poi vicario. 
Nell’agosto 1898 venne nominato Parroco. 

Fu l’ultimo Parroco ad avere relazioni con il Conte Castiglioni in merito «all’adempimento degli oneri gravanti il Beneficio del SS. Corpo di Cristo e Quattro Dottori massimi»[1] ovvero la somma di lire 110, denaro che aiutava la parrocchia nelle quotidiane vicende. La corrispondenza tra il Conte e il Sacerdote racconta anche delle difficoltà economiche della popolazione di Peveranza che viene stimata in circa 400 persone (11 maggio 1901) e di altre somme del Beneficio versate per riparazioni oltre a fondi della Curia pervenuti grazie ai buoni uffizi del Conte Castiglioni.
Alla data del 24/25 gennaio 1899 venne in Visita Pastorale l’Arcivescovo di Milano Cardinal Ferrari; La relazione che descrive l’evento racconta poche cose sulla realtà del nostro paese, ci dice, che secondo il parroco Orio la Parrocchia è stata eretta nell’anno 1570 di nomina privata, con una popolazione di 415 abitanti e  la chiesa ampliata nel 1870 è capace di circa n. 800 persone (dove le mette non si sa). Ci informa sulla “frazione” Biello, ha 12 abitanti e dista circa 400 mt. Nella Chiesa 3 sono gli altari: 1° altare del SS. Sacramento, 2° della B.V. Assunta, 3° di San Carlo e Vincenzo.
A Don Orio si ascrivono due grandi opere, una alla data del 1899 quando fa eseguire sulla facciata della chiesa gli affreschi del Padre Eterno e della B.V. Assunta opera del pittore Arneri di Torino (oggi nascosti almeno così si dice sotto il grandioso dipinto dell’Assunta); l’altra alla data del nuovo secolo 1900 ove provvede allo schienale, sedie e inginocchiatoio del coro che noi oggi vediamo.
A lui si devono: la statua di S. Rocco, di S. Lucia e del S. Cuore.
Causa attentato dell’anarchico Bresci il 29 luglio 1900  muore a Monza Umberto I, per i paesi le facciate delle case sono tappezzate a lutto con enormi manifesti. Tutto il Regno vive con apprensione queste ore tragiche…. Il popolo si ricordava più della figura della regina Margherita… sapete quella che mangiava il pollo con le dita[2]…Donna capace di mettere in ombra persino il re detto dalla vulgata prosaica il buono, ma nella realtà definito travicello cioè occupante una posizione importante senza averne l’autorità[3], comportamento che rivestì in pieno in occasione dello scandalo della Banca Romana dove venne accusato indirettamente di aver trafugato centinaia di milioni!! Che sarebbero serviti per mantenere le innumerevoli amanti[4], evviva il re buono!!! e il popolo paga le tasse. E arrivò l’ora del principe di Napoli ovvero Vittorio Emanuele III, insediatosi l’11 agosto 1900.
Visita pastorale sempre di Monsignor Ferrari 19 agosto 1904, l’Arcivescovo segnala attraverso l’estensore della Relazione pastorale che: gli abitanti sono 422, la “frazione” Biello ha 21 abitanti e ed è distante dalla chiesa circa ½ ora… a piedi ovvio.

A lui (Don Orio) si deve la costruzione del giardino parrocchiale sulla strada che conduce a Rovate. Oggi però vediamo troppo poco, forse anche motivo che negli ultimi anni essendo stato ammalato non poté governare il gregge.

La Casa Parrocchiale: è composta oltre che dai sotterranei, di quattordici locali dei quali sette al piano terreno ed altri sette al piano superiore. Per un cortile cintato si passa ad altro sedime di casa del quale un locale al piano terreno è adibito ad uso Scuola ed il resto rustico.

La casa verso oriente è congiunta alla Chiesa e vi è passaggio diretto alla Sacristia per mezzo di corridoio di proprietà della Chiesa.
Il Prevosto di Arsago, Giovanni Gatti è nativo di Peveranza, egli dona alla casa parrocchiale una copia di breviario.

GLI ALTARI LATERALI: La Chiesa: vi sono tre altari, due laterali, uno dedicato a Maria e l’altro a S. Giuseppe.
Nella relazione vi è scritto: Non esistono case religiose. 19 agosto 1904.

Nel 1906  vi è agli atti la richiesta di contributi economici “ai sensi dell’articolo 299 della legge comunale e provinciale del 4 luglio 1895” per la riparazione del tetto della chiesa e del campanile; i fabriceri della chiesa, inviano preventivo redatto dall’Ing. Veriani Alfonso di Gallarate per un importo totale di 2142,17 lire.
Nella relazione uno spaccato delle realtà peveranzese: “la popolazione di appena 400 abitanti, tutti poveri contadini non può dare speranza di grandi risorse”.

E’ con Don Orio che cambia la dedicazione della cappella laterale dx della chiesa,  tra il 1898 e il 1904, da San Carlo a San Giuseppe, ma nulla si sa del perché di questo mutamento.

Nei Quesiti in preparazione della Visita Pastorale, del 1911 ci segnala il numero dei parrocchiani 511; la nota da farsi è sul discreto aumento della popolazione nell’arco di pochi anni da 422 nel 1904 a 511 nel 1911 la frazione Biello ha 35 abitanti e sta sempre a 400 mt. Non vi è presenza di Oratorio ne maschile ne femminile.  Il 19 ottobre di ogni anno si celebra in onore della Madonna della Saletta festa votiva.
Il Parroco ci precisa che nel 1910 è stata decorata la chiesa e che non vi è presenza di dipinti, statue, oggetti preziosi per lavoro artistico o per antichità. Probabilmente non considera le statue che lui stesso commissionò, e che sono presenti in chiesa, tali da essere definite artistiche? E i quadri?
La casa parrocchiale è in stato decoroso, il giardino parrocchiale è di poco superiore alle 2 pertiche milanesi e vi sono circa 70 pertiche compresi i boschi della Prebenda parrocchiale.
Riconferma come vi siano tre altari il Maggiore, uno dedicato a Maria e il terzo a S. Giuseppe.

Interessante la questione dei giornali buoni e giornali cattivi, è un leit motiv di questo secolo e il Don Giovanni Croce ne fara una questione personale, Don Orio descrive la questione in questi termini: La stampa cattiva purtroppo corrono tra il popolo alcuni giornali liberali e qualcheduno socialista. Quella Buona: giornali quotidiani nessuno, qualche copia del Resegone di Lecco e della Voce del Popolo di Busto.

Ci da uno spaccato delle classi sociali alla domanda, quanti della classe operaia e quanti della classe agricola: quelli di età inferiore ai 40 anni sono quasi tutti operai nel resto una metà contadini – le donne lavorano la terra, le giovani sono operaie.

Alla domanda ci sono opifici in Parrocchia risponde: Uno stabilimento di tessitura con circa 60 operai – parecchie officine da fabbro.
1917 - Quesiti -  Abitanti 520, emigranti in America 40, nella visita pastorale si indica al parroco di FARE la cronistoria.  In effetti già nella visita del 1904 aveva ricevuto sollecitazione dall’Arcivescovo di relazionare sulla vita parrocchiale, repetita iuvant a quanto pare: dice L’Orio che ne inizia la scrittura già in quella data… compila la prima parte del Liber Cronicus che contiene molteplici informazioni sulla vita religiosa del paese; tenta di ripercorrere la nascita della parrocchia ricavando informazioni dall’opera del Bombognini, ci dice che vi sono memorie dei registri parrocchiali del 1511[5]. Ci descrive inoltre con dovizia di particolari l’ampliamento della chiesa avvenuto sotto il Maino. 
Però come annota il nuovo parroco Don Croce: della storia della sua epoca poco segnala, e ne avrebbe avuto da dire, visto che fu attraversata dal primo conflitto mondiale.



1929 - Don Samuele Orio, dopo lunga malattia, morì il 12 agosto 1929.


[1] ACC,lettera del 2 luglio 1902.
[2] Filastrocca insegnatami dalla mia Santa Nonna e originata dal comportamento non convenzionale durante un pasto della regina che prese il pollo con le dita in quel di napoli nel 1889.
[3] L. Del Boca. Italia Bugiarda. Ed. Piemme 2013. Il giornale satirico l’Asino così dipinse Umberto I, colpevole di aver coperto lo scandalo bancario della banca romana: Al Re travicello/piovuto ai ranocchi leviamo il cappello e diamo i baiocchi. Lo predico anch’io che costa un fottìo, ma è comodo e bello un Re travicello. Ei bada a mangiare e lascia rubare. E’ un re travicello che calza a pennello. Da tutto il pantano si sente gridare evviva il sovrano che lascia rubare!
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_della_Banca_Romana
[5] secondo me sbaglia la lettura dell numero che compare esso è in realtà 1577, facile confondere il 77 con l’11 così come scritto dal sac. Giò Crosta.

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