mercoledì 25 settembre 2019


Capitolo XXXXI

LA FORNACE





    Alla data del 1722 anno di stesura della mappa, a nord dell’abitato di Peveranza lungo la sponda destra del torrente Tenore, la particella 126 ci indica la presenza di una Fornace di proprietà del Marchese Magenta: 
Brughera Boscata e Scavata per Fornace; son pertiche 40 e tavole 18 - son circa 26.000,00mila metri quadri - che vengono confermate nel 1750 con passaggio alla Eredità Cozza.


Ecco un dato interessante in Peveranza vi è la presenza di un’attività economica che attesta la autosufficienza costruttiva; dobbiamo segnalare che comunque per molti anni ancora gli abitanti si servirono presso il torrente Tenore dei materiali siano essi stati inerti sia delle pietre per costruire le case che compongono oggi il centro del paese, non dimentico l’altra “cava” di materiale utilizzata da molti e cioè quella che fu una grande fortezza militare, il castrum dove “a gratis” i residenti potevano prelevare pietre e sassi già modellati. 


In questo caso poi, la presenza della fornace ha determinato anche l’orografia del luogo, come ben riportato da coloro che rilevarono i luoghi, la zona era già stata escavata, e se si volesse fare semplicemente una passeggiata sul posto, si troverebbe ancora traccia di questi scavi, la riva che crea il grande sbalzo tra il pianoro coltivato, oggi a prato, e il piede che coincide con la quota della ripa erta del torrente Tenore ha un dislivello di circa 4 metri ripido, come un taglio, escavato, non naturale ma determinata dagli sterri per l’asportazione dell’argilla, questo per un lungo tratto di riva, dimostrando così che prima della fornace la zona avesse diversa natura magari di pendio dolce o di ripa prossimale allo Stesso torrente Tenore.


Stralcio del Foglio 4 a del Catasto Teresiano – 1722 -

  

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