mercoledì 25 settembre 2019


Capitolo XIV

1560  I BENI DELLA CHIESA


   
Una ricognizione dei beni fatta dal curato Giovà Crosta[1] nell’anno 1560 e inviata alla Curia Milanese, descrive con minuzia i beni, le decime e i livelli in possesso della Cura di Peveranza.
E’ il primo documento che descrive e ne annota le proprietà, regalandoci una prima se pur sommaria descrizione dei luoghi e della chiesa in suo possesso:

Nota dei Beni de la giesa de s.ta maria de peueranza plebe de galla
Beni della chiesa di S.ta Maria di Peueranza plebe di gallara ducato di milano qt e in persona deto p(re)tte Giouane Crosta della giesa di S.ta Maria di Peueranzo.
Prima dona casa còtigua alla chiesa posta in locho, c’e lochi quatro de basso et uno solaro, loggio et corti, pozo et giardino choerentia d’una parte la detta giesa laltra strata et dellaltra il rial in tutto pertiche tre ------------------------ dico pt 3.

Sappiamo quindi che la chiesa è di un locale, contornata da casa di quattro locali al piano terra e di un solaio/soffita al piano primo, loggia e corti, il pozzo e il giardino, la strada (l’odierna via Cattaneo), Il riale (oggi intubato via Saporiti); una proprietà di 3 pertiche (654 mq per pertica lombarda) all’incirca 1962 mq.
Troviamo, pertiche di terra di coltivo e vigna date in affitto a massari locali, che conferma così il contenuto della nomina, quali Francescho Martignono de Boladello, Ambrosio del Roncho, Ambrosio di Crosti quest’ultimo “parrebbe” il padre del Curato…
Il territorio del comune di Peueranzo paga la decima : di tuti li fonti di si caueno  di tuto il teritorio cione formento segala melio lino et legnumi et questo et per consuetudine còe costa p investitura rogata p. M. entonor Castiliono.
Nel 1564, venne redatto il Liber Seminarii Mediolanensis[2],  inventario di chiese, conventi, monasteri, tutti elencati con le rendite anch’esse in Lire, Soldi e Denari, a conferma della Volontà del Borromeo di risanare e rianimare le Chiese della sua Diocesi, il rigore religioso si affianca ancora una volta al censimento economico delle chiese, tale precisione serviva per controllare che i denari venissero spesi bene per la chiesa e i poveri, più che per i canonici e i curati medesimi, che confondevano e non poco i ruoli, fenomeno questo molto diffuso tra i religiosi. Peveranza è citata come Rettoria de Santa Maria de Peverantia el Preuosto de Castano, il quale molto probabilmente ne ha il controllo esterno.
La chiesa è dedicata a Santa Maria.




[1] ADMi.  Archivio Spirituale, Sezione X, Visita Pastorale e documenti aggiunti, anno 1516-90, volume 65.
[2] M. MagistrettiLiber seminarii mediolanensis ossia “Catalogus totius cleri civitatis et dioecesis mediolanensis cum taxa a singulis solvenda pro sustentatione seminarii inibi erigendi” compilato l'anno 1564, in «Archivio Storico Lombardo», a. XLIII, 1916, p. 509-561.

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