venerdì 27 settembre 2019


Capitolo LXX

1872
L’AMPLIAMENTO DELLA CHIESA




In seguito alla morte del Besozzi, resse la parrocchia in qualità di Vicario il Sac. Francesco Maino che era prima coadiutore a Cairate e dopo due anni di vicaria fu eletto parroco di Peveranza nel 1870.
A lui ed alla sua iniziativa si devono molte opere materiali compiute a vantaggio della Parrocchia.
Il Maino dette alla chiesa l’attuale aspetto, ed inoltre provvide la chiesa della torre campanaria, con relative campane fatte fondere nel 1878 dalla Besozzi di Varese e dell’organo fabbricato dalla ditta Bernasconi di Varese nel 1888. Ai lavori di ristrutturazione e di ampliamento della parrocchiale, il parroco dotò il paese di un oratorio per la gioventù ed ampliò la casa parrocchiale. 
Il bilancio parrocchiale alla data del 20 Aprile 1872 riporta: MUTUO GRATUITO DI 3000 LIRE.  La causa per cui la fabbriceria assume questo Mutuo, è la necessità di dover progredire l'intrapreso ampliamento della chiesa, ampliamento reclamato dall'estrema angustia del vecchio fabbricato... «il Arcivescovo Garavaglia venuto il 24 s.a., riconosciuta la necessità del lavoro non potè che approvare»
I lavori erano diretti gratuitamente dall'egregio architetto Pietro Moraglia  figlio di Giacomo, famoso architetto Milanese.
Ci racconta il cronico parrocchiale: 
Anzitutto l’ampliamento della chiesa la cui area fu più che duplicata. 
Sono tutte nuove costruzioni la cupola, i bracci della croce e l’abside colla sagristia, come pure la cappella della Madonna per la costruzione della quale il Parroco cedette un locale della casa parrocchiale, che era adibita ad uso sala. 
Da ciò si può di leggeri arguire di quanto tenui proporzioni fosse l’antica chiesa parrocchiale e quale bisogno ci fosse di ampliarla, e quanta lode si debba al parroco Maino di aver ciò promosso ed eseguito. 
La chiesa così rinnovata venne solennemente benedetta il giorno 3 settembre 1874 da S. E. Monsignore di Calabiana, Arcivescovo di Milano, il quale 2 anni prima aveva già fatto una breve visita a Peveranza per esortare la popolazione ad assecondare l’ottimo proposito del parroco. 
Ancora al parroco Maino si deve la costruzione della facciata della chiesa, l’artistico campanile, l’armonioso concerto di 5 campane fuse nel 1878 dalla rinomata fonderia Besozzi di Varese; come pure il pregevole organo fabbricato dalla ditta Bernasconi di Varese nel 1888. 
Ancora al medesimo l’ampliamento e trasformazione della casa parrocchiale colla costruzione della nuova grande sala verso occidente fatta nel 1872 in occasione della venuta dell’Arcivescovo a benedire la chiesa.
Nel 1878 fece costruire tutto il fabbricato rustico verso sud, dove prima semplice muricciolo cingeva il cortile. Un locale di detto fabbricato al piano terreno, fu affittato al Comune per uso scuola, e lo tiene ancora, ma sono in corso trattative per la costruzione di un fabbricato apposito.
In questo locale fu rinchiuso l’antico pozzo che prima esisteva all’estremità del cortile ad uso del Parroco, e che dava, per quanto si dice, acqua assai buona e fresca, che veniva però a mancare facilmente anche nelle non prolungate siccità.
Negli anni che resse la parrocchia il Maino, fu un continuo succedersi di costruzioni e restaurazioni, per le quali cose egli aveva più che discreta competenza, ma forse troppa grande passione, per cui fu tratto a prendersi degli impegni sproporzionati alle sue risorse.
A ciò aggiungendosi la mancanza in lui di buon criterio amministrativo ed una soverchia buona fede si può spiegarsi il grave dissesto finanziario verificatosi alla sua morte che naturalmente lasciò poco buona impressione.
La popolazione di Peveranza concorse sempre volonterosa coll’opera e colle offerte alle sue iniziative: ma purtroppo, per conseguenza naturale dell’essere impegnati in tante opere materiali, venne trascurata alquanto la parte morale e religiosa, e ciò anche per le troppo frequenti assenza del parroco che assumevasi frequenti impegni di predicazione in altre parrocchie[1].
La Chiesa nella sua nuova “veste” fu consacrata il 3 settembre 1874 da S.E. Monsignor Calabiana[2]
Dopo aver retto la parrocchia di Peveranza per 21 anni, ed essersi acquistato grande affetto dalla popolazione per le numerose opere da lui compiute, nell’anno 1889 il parroco Maino veniva promosso Prevosto di Carnago, dove la morte lo colse improvvisamente 1l 26 maggio 1893.


[1] Don Giovanni Croce nelle Cronache parrocchiali.
[2] E’ per questo che troviamo nella cappella laterale dedicata alla Madonna lo stemma gentilizio dell’Arcivescovo di Milano S.E. Luigi Nazari di Calabiana (1808-1893) resse infatti Milano dal 24 marzo 1867 fino alla morte.

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